Museo della Passione

Inaugurato nel 2005 ed allestito in via permanente nel Coro e nella Sacrestia della seicentesca Chiesa di S. Marta, questo museo racconta l’aspetto teatrale, storico, antropologico, culturale e il profondo aspetto di tradizione popolare legato alla Rappresentazione della Passione di Sordevolo che si recita in questo piccolo paese del Piemonte dal 1816. L’Associazione Teatro Popolare di Sordevolo ha voluto creare questo museo per non dimenticare mai. La storia della Passione presentata in questo museo rappresenta il cuore del paese di Sordevolo, raccontata con la semplicità di chi fa teatro popolare ad un livello che coinvolge non solo il senso artistico, ma le persone nel profondo del loro animo.

Nelle due sale espositive, 8 corner tematici approfondiscono i seguenti aspetti: la Scenografia, la storia del Testo della Passione, tutti i momenti della rappresentazione, il lavoro dei volontari (tecnici, sartoria, attori, regia, addetti ai servizi), la Passione dei Bambini, i costumi, i reperti e i documenti che narrano la storia della plurisecolare tradizione sordevolese che si tramanda di padre in figlio e che unisce tutti gli abitanti. Più di 300 fotografie esposte, 7 filmati visionabili, tra cui i più importanti risalenti alle edizioni del 1924 e del 1934 della Passione e 2 supporti multimediali, il tutto corredato da titoli e didascalie in italiano e in inglese.

Le collezioni sono, inoltre, arricchite con nuovi contenuti digitali, esito del progetto di ricerca dal titolo Digital historical scenic design, svolto in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Design (DAD) del Politecnico di Torino. L’utilizzo delle tecnologie digitali ha permesso la rielaborazione del patrimonio documentario (fotografie, schizzi, disegni, video), consentendo di ricreare virtualmente parte dell’esperienza della Passione messa in scena nel 1934 e nel 1950. I due video, composti di tre parti, presentano il percorso del corteo tra le vie del paese, il modello ricostruttivo animato, in una continua comparazione tra restituzione digitale e immagini d’epoca ed i passaggi principali delle due sceneggiature, in un’interessante combinazione tra testi scritti, parlato, musiche e immagini evocative. Le nuove tecnologie si rivelano quindi utili strumenti per la rielaborazione dei racconti connessi alle collezioni museali, secondo un processo che permette alle opere e ai beni culturali di trasmettere informazioni, conoscenze ed emozioni.

L’adiacente Chiesa di S. Marta, la cui visita è inserita nel biglietto di ingresso al museo, è sede di mostre a tema e concerti di musica classica che si svolgono ogni anno durante le aperture estive.

La Chiesa di Santa Marta

I dati più antichi riguardanti la Chiesa di Santa Marta parlano della sua esistenza già nel 1563. L’edificio è ad una sola navata con sei cappelle laterali e oratorio della Confraternita posto dietro all’altare maggiore.
Pregevoli sono le sculture lignee risalenti alla fine del secolo XVII degli stalli del coro, soprattutto la cattedra del priore. Proprio qui, nel coro dei confratelli, dopo un lungo e sapiente lavoro di restauro sono state ricollocate due importantissime opere pittoriche risalenti entrambe al 1600.
Il quadro posto sulla parete divisoria tra la Chiesa e il coro firmato dal pittore romano Girolamo Marinelli, raffigura la Madonna col Bambino Gesù seduta su un trono arricchito da drappi, mentre due angeli sostengono sul suo capo la corona regale. Sotto il trono sono raffigurati Sant’ Ambrogio e Santa Marta.